titoli fino ad ora
Perdonatemi, ho fatto un mero copia-incolla, ma avevo bisogno di capire a che punto siamo.
N. Barilli:
"Il passaggio dall'espressionismo alla Neue Sachlichkeit: la tecnica tra rifiuto e apologia".
S. Picciaiola:
(Uomini–macchine): “(…) alcuni passaggi, a inizio secolo, relativi alle figurazioni dis-umanizzanti (manichini, automi, homme-cible) negli Chants de la mi-mort di Alberto Savinio, alias Andrea De Chirico.”
I. Tchehoff:
Critica della società tecnologica nella letteratura degli anni Sessanta
(Uomini, corpi, strumenti, macchine). Mi interessa la critica della società tecnologica nell’opera di Volponi, che ha punti comuni con il pensiero della scuola di Francoforte.
E. Brilli:
1-Mappature del nuovo mondo. Le geografie virtuali
2-La civiltà delle macchine dada
3-Gli angeli-macchine di Blade Runner.
(P.Bertetti,C.Scolari "Lo sguardo degli angeli: intorno e oltre Blade Runner")
4-Blow-up: l'occhio meccanico.
(F.Alinovi,C.Marra "La fotografia.Illusione o rivelazione?" Bologna. Il Mulino 1981)
R. Melotto:
1. l´impatto della metropoli (intesa anche come organismo tecnologico e automatico) sui letterati della Jahrhundertwende;
2. il problema di alcune definizioni - di concetto dunque - (vedi le nostre "corpo, macchina") a partire dai nuovi materiali tecnologici (digitali, nanotecnologie, ecc).
G. Mannironi:
Rappresentare e punire: le tecnologie di controllo sociale nella letteratura.
(strumenti – uomini – corpi)
S. Panazza:
(uomini e macchine): titolo, seppur provvisorio: " metamorfosi meccaniche: verso un'antropologia dell'artificiale"
Focus dell'analisi sul momento della metamorfosi, del passaggo dal regno umano a quello tecnologico. Aspetti antropologici della metamorfosi.
Analisi delle modalità di passaggio dalla metamorfosi animalesca a quella meccanica:ipotesi sui motivi storico-sociali di tale inversone.
M. Azzani (strumenti-uomini): Progetto:
Indagare lo sviluppo delle discipline statistiche (o della sociologia morale) dal ‘700 a oggi in relazione al loro impatto sull’immaginario collettivo, dall’idea di scienza “etica” o sociale a dottrina di necessità, fino alla rivoluzione indeterministica del ‘900; dal casualismo frenologico di Balzac alla disputa con l’ “antistatistico” Auguste Comte, fino ai fraintendimenti attuali del rapporto arte/scienza (e ai casi eclatanti di ispirazione scientifica fraintesa, Picasso, Dalì, Pynchon…).
Se l’interpretazione della comunicazione come puro mezzo di trasporto data dai francofortesi si è rivelata molto limitata, la statistica (che è elemento costitutivo della comunicazione sociale moderna) come può essere considerata? Se la computazione delle nostre abitudini è essa stessa strategia e comunicazione, perché di questa non viene fornita una rappresentazione adeguata? La statistica è un dono/rito, nell'accezione data da Marcel Mauss nel suo “Saggio sul dono?”.
Io vedo dei punti di contatto fin da adesso. E voi?
a Lunedì,
Giacomo
N. Barilli:
"Il passaggio dall'espressionismo alla Neue Sachlichkeit: la tecnica tra rifiuto e apologia".
S. Picciaiola:
(Uomini–macchine): “(…) alcuni passaggi, a inizio secolo, relativi alle figurazioni dis-umanizzanti (manichini, automi, homme-cible) negli Chants de la mi-mort di Alberto Savinio, alias Andrea De Chirico.”
I. Tchehoff:
Critica della società tecnologica nella letteratura degli anni Sessanta
(Uomini, corpi, strumenti, macchine). Mi interessa la critica della società tecnologica nell’opera di Volponi, che ha punti comuni con il pensiero della scuola di Francoforte.
E. Brilli:
1-Mappature del nuovo mondo. Le geografie virtuali
2-La civiltà delle macchine dada
3-Gli angeli-macchine di Blade Runner.
(P.Bertetti,C.Scolari "Lo sguardo degli angeli: intorno e oltre Blade Runner")
4-Blow-up: l'occhio meccanico.
(F.Alinovi,C.Marra "La fotografia.Illusione o rivelazione?" Bologna. Il Mulino 1981)
R. Melotto:
1. l´impatto della metropoli (intesa anche come organismo tecnologico e automatico) sui letterati della Jahrhundertwende;
2. il problema di alcune definizioni - di concetto dunque - (vedi le nostre "corpo, macchina") a partire dai nuovi materiali tecnologici (digitali, nanotecnologie, ecc).
G. Mannironi:
Rappresentare e punire: le tecnologie di controllo sociale nella letteratura.
(strumenti – uomini – corpi)
S. Panazza:
(uomini e macchine): titolo, seppur provvisorio: " metamorfosi meccaniche: verso un'antropologia dell'artificiale"
Focus dell'analisi sul momento della metamorfosi, del passaggo dal regno umano a quello tecnologico. Aspetti antropologici della metamorfosi.
Analisi delle modalità di passaggio dalla metamorfosi animalesca a quella meccanica:ipotesi sui motivi storico-sociali di tale inversone.
M. Azzani (strumenti-uomini): Progetto:
Indagare lo sviluppo delle discipline statistiche (o della sociologia morale) dal ‘700 a oggi in relazione al loro impatto sull’immaginario collettivo, dall’idea di scienza “etica” o sociale a dottrina di necessità, fino alla rivoluzione indeterministica del ‘900; dal casualismo frenologico di Balzac alla disputa con l’ “antistatistico” Auguste Comte, fino ai fraintendimenti attuali del rapporto arte/scienza (e ai casi eclatanti di ispirazione scientifica fraintesa, Picasso, Dalì, Pynchon…).
Se l’interpretazione della comunicazione come puro mezzo di trasporto data dai francofortesi si è rivelata molto limitata, la statistica (che è elemento costitutivo della comunicazione sociale moderna) come può essere considerata? Se la computazione delle nostre abitudini è essa stessa strategia e comunicazione, perché di questa non viene fornita una rappresentazione adeguata? La statistica è un dono/rito, nell'accezione data da Marcel Mauss nel suo “Saggio sul dono?”.
Io vedo dei punti di contatto fin da adesso. E voi?
a Lunedì,
Giacomo

4 Comments:
cari amici del soviet, davvero mi spiace non poter essere con voi domani, ma per la solita famigerata legge di Murphy l'Accademia d'italiano di Milano mi ha chiamato a rapporto per le 12.30 di domani...il mio studio sulla metamorfosi purtroppo tiene ancora celato il segreto dell'ubiquità , ergo...spero di fare in tempo a prendere un treno per essere da voi almeno per parte dell'incontro. In caso contrario leggerò diligentemente ciò di cui discuterete sul nostro bel blog.
Buon lavoro, siamo all'inizio...
sara
Progetto:
Indagare lo sviluppo delle discipline statistiche (o della sociologia morale) dal ‘700 a oggi in relazione al loro impatto sull’immaginario collettivo, dall’idea di scienza “etica” o sociale a dottrina di necessità, fino alla rivoluzione indeterministica del ‘900; dal casualismo frenologico di Balzac alla disputa con l’ “antistatistico” Auguste Comte, fino ai fraintendimenti attuali del rapporto arte/scienza (e ai casi eclatanti di ispirazione scientifica fraintesa, Picasso, Dalì, Pynchon…). Se l’interpretazione della comunicazione come puro mezzo di trasporto di un messaggio preconfezionato data dai francofortesi si è rivelata molto incompleta, la statistica (che è elemento costitutivo della comunicazione sociale moderna) come può essere considerata? Se la computazione delle nostre abitudini è essa stessa strategia e comunicazione, perché di questa non viene fornita una rappresentazione adeguata? La statistica è un dono/rito, nell’acezione data da Marcel Mauss nel suo “Saggio sul dono?”.
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