venerdì, febbraio 03, 2006

idea di progetto

Ciao a tutti!

Critica della società tecnologica nella letteratura degli anni Sessanta
(Uomini, corpi, strumenti, macchine)

Mi interessa la critica della società tecnologica nell’opera di Volponi, che ha punti comuni con il pensiero della scuola di Francoforte (Dialettica dell’Illuminismo di Adorno e Horkheimer, per un riassunto di Carla Fabiani vedi http://www.ilgiardinodeipensieri.com/storiafil/fabiani3.htm).

La società tecnologica ha prodotto, accanto allo sviluppo economico, Holocaust e la bomba atomica. Secondo Elsa Morante, “la nostra bomba è il fiore, ossia l’espressione naturale della nostra società contemporanea” e lo stesso ragionamento si può trovare in Volponi. Per Adorno e Horkheimer, il procedimento scientifico alla base dell’illuminismo contiene in se un certo elemento distruttivo. La ragione che si manifesta nelle scienze è strumentale, e proprio a causa della sua pretesa ‘neutralità’ può essere applicata anche a ciò che contraddice la moralità e i valori conquistati dalla ragione illuministica. A e H non vedono nessuna via d’uscita da questa situazione, ma in Volponi troviamo una soluzione “simbolica” che consiste nel rivalutare gli altri termini del nostro titolo: uomini e corpi (e la materialità della vita in generale che viene contrapposta alla ragione “astratta”), quindi vedere un conflitto tra uomini e macchine e perfino parlare dell’umiliazione dell’organico negli anni Ottanta.